sabato 25 luglio 2020

17^ Domenica del Tempo Ordinario

Il Regno dei Cieli
L’amore che il Padre ci ha donato mediante Gesù

Il discorso parabolico di Gesù, che raggruppa sette parabole nel capitolo tredicesimo del Vangelo di Matteo, si conclude con le tre similitudini odierne: il tesoro nascosto (v. 44), la perla preziosa (v. 45-46) e la rete da pesca (v. 47-48). Mi soffermo sulle prime due che sottolineano la decisione dei protagonisti di vendere ogni cosa per ottenere quello che hanno scoperto. Nel primo caso si tratta di un contadino che casualmente si imbatte in un tesoro nascosto nel campo dove sta lavorando. Non essendo il campo di sua proprietà deve acquistarlo se vuole entrare in possesso del tesoro: quindi decide di mettere a rischio tutti i suoi averi per non perdere quella occasione davvero eccezionale. Nel secondo caso troviamo un mercante di perle preziose; egli, da esperto conoscitore, ha individuato una perla di grande valore. Anche lui decide di puntare tutto su quella perla, al punto da vendere tutte le altre. Queste similitudini mettono in evidenza due caratteristiche riguardanti il possesso del Regno di Dio: la ricerca e il sacrificio. È vero che il Regno di Dio è offerto a tutti - è un dono, è un regalo, è grazia - ma non è messo a disposizione su un piatto d’argento, richiede un dinamismo: si tratta di cercare, camminare, darsi da fare. L’atteggiamento della ricerca è la condizione essenziale per trovare; bisogna che il cuore bruci dal desiderio di raggiungere il bene prezioso, cioè il Regno di Dio che si fa presente nella persona di Gesù. È Lui il tesoro nascosto, è Lui la perla di grande valore. Egli è la scoperta fondamentale, che può dare una svolta decisiva alla nostra vita, riempiendola di significato. Di fronte alla scoperta inaspettata, tanto il contadino quanto il mercante si rendono conto di avere davanti un’occasione unica da non lasciarsi sfuggire, pertanto vendono tutto quello che possiedono. La valutazione del valore inestimabile del tesoro, porta a una decisione che implica anche sacrificio, distacchi e rinunce. Quando il tesoro e la perla sono stati scoperti, quando cioè abbiamo trovato il Signore, occorre non lasciare sterile questa scoperta, ma sacrificare ad essa ogni altra cosa. Non si tratta di disprezzare il resto, ma di subordinarlo a Gesù, ponendo Lui al primo posto. La grazia al primo posto. Il discepolo di Cristo non è uno che si è privato di qualcosa di essenziale; è uno che ha trovato molto di più: ha trovato la gioia piena che solo il Signore può donare. È la gioia evangelica dei malati guariti; dei peccatori perdonati; del ladrone a cui si apre la porta del paradiso. La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia (cfr Evangelii Gaudium, n. 1). Oggi siamo esortati a contemplare la gioia del contadino e del mercante delle parabole. È la gioia di ognuno di noi quando scopriamo la vicinanza e la presenza consolante di Gesù nella nostra vita. Una presenza che trasforma il cuore e ci apre alle necessità e all’accoglienza dei fratelli, specialmente quelli più deboli. Preghiamo, per intercessione della Vergine Maria, perché ciascuno di noi sappia testimoniare, con le parole e i gesti quotidiani, la gioia di avere trovato il tesoro del Regno di Dio, cioè l’amore che il Padre ci ha donato mediante Gesù.
Papa Francesco


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sabato 18 luglio 2020

16^ Domenica del Tempo Ordinario

Celebriamo oggi la Festa liturgica della B. V. del Monte Carmelo
Istituita per commemorare l’apparizione del 16 Luglio 1251 a san Simone Stock

Nel Primo Libro dei Re dell’ Antico Testamento si racconta che il profeta Elia, che raccolse una comunità di uomini proprio sul monte Carmelo (in aramaico “giardino”), operò in difesa della purezza della fede in Dio, vincendo una sfida contro i sacerdoti del dio Baal. Qui, in seguito, si stabilirono delle comunità monastiche cristiane. I crociati, nell’ XI secolo, trovarono in questo luogo dei religiosi, probabilmente di rito maronita, che si definivano eredi dei discepoli del profeta Elia e seguivano la regola di san Basilio. Nel 1154 circa si ritirò sul monte il nobile francese Bertoldo, giunto in Palestina con il cugino Aimerio di Limoges, patriarca di Antiochia, e venne deciso di riunire gli eremiti a vita cenobitica. I religiosi edificarono una chiesetta in mezzo alle loro celle, dedicandola alla Vergine e presero il nome di Fratelli di Santa Maria del Monte Carmelo. Il Carmelo acquisì, in tal modo, i suoi due elementi caratterizzanti: il riferimento ad Elia ed il legame a Maria Santissima. Il Monte Carmelo, dove secondo la tradizione afferma che qui la sacra Famiglia sostò tornando dall’ Egitto, è una catena montuosa, che si trova nell’ Alta Galilea, una regione dello Stato di Israele e che si sviluppa in direzione nordovest-sudest da Haifa a Jenin. Fra il 1207 e il 1209, il patriarca latino di Gerusalemme (che allora aveva sede a San Giovanni d’ Acri), Alberto di Vercelli, redasse per gli eremiti del Monte Carmelo i primi statuti (la cosiddetta regola primitiva o formula vitae). I Carmelitani non hanno mai riconosciuto a nessuno il titolo di fondatore, rimanendo fedeli al modello che vedeva nel profeta Elia uno dei padri della vita monastica. La festa liturgica della Madonna del Carmelo fu istituita per commemorare l’ apparizione il 16 luglio 1251 a san Simone Stock, all’ epoca priore generale dell’ Ordine carmelitano, durante la quale la Madonna gli consegnò uno scapolare (dal latino scapula, spalla) in tessuto, rivelandogli notevoli privilegi connessi al suo culto.
da "Famiglia Cristiana"


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NB Non potendo assolvere tutti gli obblighi di legge richiesti dalle Autorità competenti per lo svolgimento della tradizionale processione con la partecipazione dei fedeli a seguito, si comunica che Domenica 19 Luglio sono autorizzati ad accompagnare il simulacro della Madonna del Carmine solo il sacerdote, una rappresentanza della Confraternita e del Comitato, e le Forze dell'ordine. Per maggiori dettagli si legga e ci si attenga all'apposita Ordinanza e alla relativa rettifica (qui). Grazie per la collaborazione

sabato 11 luglio 2020

15^ Domenica del Tempo Ordinario

Così sarà della Parola uscita dalla mia bocca
Non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero

La parola di Dio dove tocca feconda; ce lo assicura il Signore per bocca del profeta Isaia (I Lettura). Il cristiano lo sa, e crede. Essa è sempre efficace, ma misteriosa nel suo agire; segue vie che non sono le nostre. La sua forza fecondatrice, invisibile e divina, attraversa la storia, guida le coscienze, suscita salutari inquietudini. Lo Spirito Santo la mantiene viva e attraente perché nutra di speranza le sofferenze del momento presente, e le incompiute aspirazioni dell’umanità e il travaglio della stessa creazione riposino finalmente in Dio (II Lettura). Purtroppo, ammonisce il Vangelo, spesso la sapienza mondana rende ottusa la mente e indurisce il cuore, ostacolando la crescita e la fecondità della parola del Regno. Questa, dice la parabola, non deve mancare a nessuno: il seminatore – Dio e la sua Chiesa – semina dovunque e a piene mani, con fiducia. Carente è invece la disponibilità ad accoglierla: per disinteresse o superficialità, per incostanza o poca considerazione, falsando la scala delle priorità che deve stare a cuore a ogni credente. Lasciamo, dunque, che la Parola ci interroghi e ci inquieti; frammenti di silenzio e di ascolto intessano le nostre giornate.
don Giuliano Saredi, ssp


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A INTEGRAZIONE
NB Non potendo assolvere tutti gli obblighi di legge richiesti dalle Autorità competenti per lo svolgimento della tradizionale processione con la partecipazione dei fedeli a seguito, si comunica che Domenica 19 Luglio sono autorizzati ad accompagnare il simulacro della Madonna del Carmine solo il sacerdote, una rappresentanza della Confraternita e del Comitato, e le Forze dell'ordine. Per maggiori dettagli si legga l'apposita Ordinanza e la relativa rettifica (qui).

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sabato 4 luglio 2020

14^ Domenica del Tempo Ordinario

Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra
Perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli
Leggi il Commento al Vangelo (qui)


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