sabato 7 aprile 2012

Auguri di Pasqua


Carissimi fratelli e sorelle della nostra Comunità cristiana,

   che parole dirvi per augurarvi buona Pasqua? E quali immagini usare per esprimere ciò che la liturgia di questi giorni santi ci sta facendo sperimentare come una sorta di macchina del tempo al contrario?Perché è questo il potere della memoria: un fatto, già proprio un fatto, non un sentimento o una sensazione, un fatto di quasi 20 secoli fa che viene catapultato in questo nostro tempo presente, proprio oggi, nel 2012. Le immagini solitamente usate parlano di prati in fiore, di uova, di colombe… eppure non basta! Non possiamo accontentarci di una immagine che riempie gli occhi e anche la pancia, ma non il cuore. Non possiamo  accontentarci di 3 - 4  giorni di ferie (per chi li ha!), di un grande pranzo, di una gita fuori paese, di un uovo di cioccolato… 
   No, cari fratelli e sorelle! Lo sapete bene anche voi, Pasqua è ben altro! È disperazione trasformata in speranza, è dolore allo stato puro tramutato in gioia perenne  senza fine, è il frastuono di macigni rotolati per far uscire vita da quello che era solo l’anticamera degli inferi. È vittoria decisiva e senza possibilità di rivincita della vita sulla morte, della grazia sul peccato, della libertà sul limite, di ciò che non contava nulla su ciò che sembrava valore assoluto. È vittoria dei poveri sui ricchi e sui potenti, è attuazione piena del canto di Maria, il Magnificat.
   La Pasqua è prova inconfutabile che il Regno dei cieli, quel Regno legittima aspirazione dei piccoli della terra, è straordinariamente vero, reale, tangibile, concreto. Pasqua non è la festa dell’utopia, del “magari fosse vero”! Pasqua è festa di schiere di uomini e donne di buona volontà che senza troppo strepito sono capaci di sacrificare ciò che hanno e ciò che sono per il bene, per la giustizia, per la pace, per un ideale… per il nome di Cristo. C’è ancora tanto male nel mondo, è vero, ma facendo memoria dell’evento decisivo della vicenda terrena di Gesù, l’uomo, ogni uomo può riprendere a sperare e a lottare. Ciò che sembra impossibile, “l’ormai è andata così” prende una svolta nuova. Tutto cambia! Il desiderio di un mondo diverso, migliore diventa già ingresso nel regno della possibilità. Sì cari amici è possibile far rotolare i macigni che chiudono il cuore al fratello, è possibile promuovere stili di vita più rispettosi dei poveri e dell’ambiente che ci circonda, è possibile chiedere e dare il perdono al familiare o all’amico che ha subito o fatto un’offesa, è possibile rendere concreta una cultura di solidarietà e di accoglienza, è possibile impegnarci in politica avendo come unico fine il bene comune, è possibile attuare una cultura della legalità in tutti i settori della vita sociale... È possibile trovare il tempo per andare a trovare un malato o un anziano, è possibile dedicare del tempo ai propri figli nonostante la stanchezza che ci opprime. È possibile dedicare del tempo alla preghiera personale e alla Messa domenicale come punto di partenza e di arrivo di ogni nostra settimana… Sì, tutte queste cose e anche tante altre sono possibili!
  Pasqua è festa della concretezza e della ferialità della vita!  Gesù risorge dopo la solennità, in un giorno lavorativo qualunque e ci precede in Galilea, così come abbiamo sentito nel Vangelo della Veglia. La Galilea è il luogo della chiamata rivolta ai primi discepoli sul lago di Tiberiade. Quasi a dirci che il Signore ci chiama ancora a seguirlo e a testimoniarlo in tutti quei luoghi che quotidianamente abitiamo: luoghi di famiglia e di lavoro, di tempo libero e di svago. Lì il Signore Risorto ci precede! … e ci accompagna! Non ci lascia soli, perché ci ama senza se e senza ma… Lui è fatto così! È tale e quale Dio suo Padre! E noi... proviamo ad assomigliargli almeno un pochino… con il suo aiuto ce la faremo. Auguri di cuore.
don Giovanni