sabato 12 gennaio 2019

Battesimo del Signore

Benedici il Signore, anima mia
Commento al Vangelo (Lc 3,15-16.21-22)
tratto dal Messalino "Sulla Tua Parola" di Gennaio-Febbraio 2019


Il Battesimo di Gesù è un momento straordinario di manifestazione dello Spirito di Dio. Egli lo riceve mentre è in preghiera, altro dono dello Spirito Santo. Come a Gesù, anche a noi Dio dice: “Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto”. Siamo innanzitutto figli amati, a prescindere dalla nostra storia; e poi Dio si compiace di noi, come un padre orgoglioso del figlio. Non dimentichiamolo mai, soprattutto quando crediamo di non valere più nulla o di essere stati abbandonati anche da Dio. Grazie al Battesimo non siamo soli, perché Dio ha riposto in noi il suo Spirito, il suo respiro, senza il quale non possiamo dirci davvero vivi. L’amore del Padre ci viene donato per mezzo del Figlio e dello Spirito per essere in grado di possedere in pienezza il dono della salvezza. L’ideale di vita cristiana, cui il cristiano e tutta la comunità devono guardare, rimane sempre l’esempio della persona di Gesù, che nella sua esistenza terrena è stato sempre docile al Padre, ha saputo resistere ad ogni tentazione del maligno, ha praticato la giustizia, amando tutti fino al dono della propria vita. Prepariamo anche noi la nostra strada nel deserto, il luogo dei grandi incontri di Dio con i suoi fedeli. Il Battista annuncia e prepara la “via” del Signore e Gesù si identifica con la “via”: le immagini profetiche finiranno, così, col trasformarsi in realtà cristiane.


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sabato 5 gennaio 2019

Epifania del Signore

Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra
Commento al Vangelo (Mt 2,1-12)
tratto dal Messalino "Sulla Tua Parola" di Gennaio-Febbraio 2019 


Nella nascita di Gesù gli evangelisti hanno visto la rivelazione di Dio e allo stesso tempo l’adempimento della profezia. L’invito del profeta a rivestirsi di luce e ad alzare gli occhi per guardare è rivolto a tutti noi. Per noi, come per Israele, è finito il tempo della stanchezza e del lamento, ed è iniziato quello della gioia e della speranza. Il disegno salvifico di Dio riguarda l’intera umanità, chiamata a camminare alla luce dell’unico Dio. Il vero segno e strumento di questa visione universale della salvezza voluta da Dio è la Chiesa. In un mondo sempre più diviso si deve proclamare con gioia e con fede che Dio è comunione: questa unità è la pace universale, che sempre l’uomo di tutti i tempi ha cercato; con la nascita del Figlio di Dio ora è alla portata di tutti. Oggi condividiamo con i Magi il desiderio che li ha spinti a mettersi in cammino: “Siamo venuti per adorarlo”. La stella della nostra fede ci guida, facendoci superare gli “Erode” che sono sul nostro cammino della vita e che vorrebbero ingannarci o trattenerci. Giunti dinanzi alla grotta di Betlemme, insieme ai Magi offriamo i nostri doni più belli: oro, incenso e mirra. Offriamo l’oro, cioè la cosa più preziosa che abbiamo: la nostra vita. Offriamo l’incenso, la nostra preghiera che sale a Dio. Infine doniamo la mirra, un preziosissimo profumo che anticamente veniva usato come medicamento o per l’unzione dei cadaveri. Ma poiché Cristo non ha mai usato quest’ultimo dono, egli lo porge nuovamente a ciascuno di noi: dobbiamo essere profumo di Cristo! La mirra serve per lenire le ferite e a profumare la vita lì dove c’è ancora odore di morte. Auguri di luce!


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sabato 22 dicembre 2018

4^ di Avvento e Natale

Il Mistero del Natale
di Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein)

Quando i giorni diventano via via più corti, quando, nel corso di un inverno normale, cadono i primi fiocchi di neve, timidi e sommessi si fanno strada i primi pensieri del Natale. Questa semplice parola emana un fascino misterioso, cui ben difficilmente un cuore può sottrarsi. Anche coloro che professano un’altra fede e i non credenti, cui l’antico racconto del Bambino di Betlemme non dice alcunché, preparano la festa e cercano di irradiare qua e là un raggio di gioia. Già settimane e mesi prima un caldo flusso di amore inonda tutta la terra. Una festa dell’amore e della gioia, questa è la stella verso cui tutti accorrono nei primi mesi invernali. Ma per il cristiano e in particolare per il cristiano cattolico essa è anche qualcos’altro. La stella lo guida alla mangiatoia col Bambinello, che porta la pace in terra. L’arte cristiana ce lo porge davanti agli occhi in innumerevoli e graziose immagini, da cui risuona tutto l’incantesimo dell’infanzia, lo cantano. Nel cuore di colui che vive con la Chiesa le campane e i canti dell’Avvento risvegliano una santa e ardente nostalgia, e a chi si disseta alla fonte inesauribile della sacra liturgia il grande poeta dell’incarnazione ripete, giorno dopo giorno, le sue grandiose esortazioni e promesse. Sì, quando la sera gli alberi di Natale luccicano e ci si scambiano i doni, una nostalgia inappagata continua a tormentarci e a spingerci verso un’altra luce splendente, fintanto che le campane della messa di mezzanotte suonano e il miracolo della notte santa si rinnova su altari inondati di luci e di fiori: “E il Verbo si fece carne”. Allora è il momento in cui la nostra speranza si sente beatamente appagata.Ognuno di noi ha già sperimentato una simile felicità del Natale. Ma il cielo e la terra non sono ancora divenuti una cosa sola. La stella di Betlemme è una stella che continua a brillare anche oggi in una notte oscura. Già all’indomani del Natale la Chiesa depone i paramenti bianchi della festa e indossa il colore del sangue e, nel quarto giorno, il violetto del lutto: Stefano, il pro martire, che seguì per primo il Signore nella morte, e i bambini innocenti, i lattanti di Betlemme e della Giudea, che furono ferocemente massacrati dalle rozze mani dei carnefici, sono i seguaci che attorniano il Bambino nella mangiatoia. Che significa questo ? Dov’è ora il giubilo delle schiere celesti, dov’è la beatitudine silente della notte santa ? Dov’è la pace in terra ? Pace in terra agli uomini di buona volontà. Ma non tutti sono di buona volontà. Per questo il Figlio dell’eterno Padre dovette scendere dalla gloria del cielo, perché il mistero dell’iniquità aveva avvolto la terra. Le tenebre ricoprivano la terra, ed egli venne come la luce che illumina le tenebre, ma le tenebre non l’hanno compreso. A quanti lo accolsero egli portò la luce e la pace; la pace col Padre celeste, la pace con quanti come essi sono figli della luce e figli del Padre celeste, e la pace interiore e profonda del cuore; ma non la pace con i figli delle tenebre. Il mistero dell’incarnazione e il mistero del male sono strettamente uniti. Alla luce che è discesa dal cielo , si oppone tanto più cupa e inquietante la notte del peccato. Il Bambino protende nella mangiatoia le piccole mani, e il suo sorriso sembra già dire quanto più tardi, divenuto adulto, le sue labbra diranno: “Venite a me voi tutti che siete stanchi e affaticati”. Alcuni seguirono il suo invito. “Seguimi”, così dicono le mani del Bambino e san Giovanni, il giovane dal cuore puro e infantile, lo seguì senza domandare: dove ? a che scopo ? Abbandonò la barca del padre e andò dietro al Signore su tutte le sue strade fino al Golgota. “Seguimi”, questo invito percepì anche il giovane Stefano. Figure luminose sono quelle che si inginocchiano attorno alla mangiatoia: i bambini teneri e innocenti, i pastori fiduciosi, Stefano, il discepolo entusiasta, e Giovanni, l’apostolo dell’amore; essi seguirono tutti la chiamata del Signore. Egli è il Re dei re e il Signore della vita e della morte, pronuncia il suo “Seguimi”, e chi non è per lui è contro di lui. Egli lo pronuncia anche per noi e ci pone di fronte alla decisione di scegliere tra la luce e le tenebre. Dove il Bambino divino intenda condurci sulla terra è cosa che non sappiamo e a proposito della quale non dobbiamo fare domande prima del tempo. Una cosa sola sappiamo, e cioè che a quanti amano il Signore tutte le cose ridondano in bene. E inoltre che le vie, per le quali il Signore conduce, vanno al di là di questa terra. Se mettiamo le nostre mani nelle mani del Bambino divino e rispondiamo con un “sì” al suo “Seguimi”, allora siamo suoi, e libera è la via perché la sua vita divina possa riversarsi in noi.


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sabato 15 dicembre 2018

3^ Domenica di Avvento

Canta ed esulta, perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele
Commento al Vangelo (Lc 3,10-18)
tratto dal Messalino "Sulla Tua Parola" di Novembre-Dicembre 2018


Il filo conduttore della terza domenica di Avvento è il tema della gioia. Infatti ci stiamo avvicinando al Natale, al giorno in cui Dio ha preso su di sé la condizione dell’uomo per essere simile a lui. L’Incarnazione è la conferma di quanto profetizzato in passato; conferma che fa sperimentare anche a noi la presenza redentrice di Dio. Come Israele anche noi, per bontà divina, possiamo fare esperienza di un Dio che si fa prossimo all’uomo in Gesù Cristo, che non desidera altro che la salvezza di suo figlio. Il cristiano si contraddistingue per la gioia. In un mondo immerso nel grigiore, l’uomo di fede è chiamato a dare la sua testimonianza gioiosa di Gesù. Come è possibile dare colore al modo se anche noi cristiani siamo immersi nel grigiore? Il cristiano non può permettersi di vivere senza la gioia che proviene dal Vangelo. La gioia nasce dalla certezza che non siamo soli ad affrontare la vita, dalla speranza di un regno futuro, dall’esperienza quotidiana della vicinanza di Dio. Perché essere tristi se abbiamo fatto esperienza di tutto questo? Chiediamoci: come e quanto riusciamo ad essere testimoni gioiosi di Cristo? Nel Vangelo di questa domenica possiamo notare che Giovanni Battista non chiede altro che applicare la giustizia: dare la tunica a chi non la possiede, non estorcere denaro, dar da mangiare a chi non ne ha. Gesù invece, nella sua predicazione fa un passo ulteriore: insegna la misericordia. Non basta essere giusti, che già sarebbe una grande cosa, ma bisogna anche essere misericordiosi, come il Signore lo è con noi. 


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sabato 8 dicembre 2018

2^ Domenica di Avvento

Grandi cose ha fatto il Signore per noi
Commento al Vangelo (Lc 3,1-6) 

tratto dal Messalino "Sulla Tua Parola" di Novembre-Dicembre 2018

L’insegnamento di Gesù in tutta la sua vita pubblica, così come l’insegnamento e l’esempio di tanti uomini e donne – come i santi che ci hanno preceduto nel cammino della fede – è quello di avere affermato con la loro stessa vita che il Vangelo non è una bella chiacchiera, ma una continua apertura verso il fratello che ci è prossimo. Può capitare di pensare a Dio come a qualcuno al di fuori della storia, e invece lui stesso ha deciso di “immischiarsi” nella vita degli uomini. In questo contesto si inserisce la figura di Giovanni Battista, nel quale la parola di Dio discese, perché ultimo grande profeta prima della venuta del Messia. L’opera di quest’uomo, temuto anche dal potere civile, ha preparato la strada all’arrivo di Cristo. Attraverso la predicazione e il battesimo di penitenza, egli ha richiamato il popolo d’Israele alla conversione, affinché fosse pronto ad accogliere colui che attendeva. Anche noi siamo chiamati ad essere per i nostri fratelli dei precursori, affinché possano incontrare il figlio di Dio che è entrato nella storia dell’umanità. Il richiamo del profeta Baruc, nella prima Lettura di questa domenica, ci offre la possibilità di alzare lo sguardo verso Dio, distogliendolo da noi stessi, per affidarci fiduciosamente a lui; lui che è disposto ad intervenire nelle nostre storie per renderle qualcosa di meraviglioso, come ha già fatto con i nostri padri nella terra d’Israele.



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sabato 1 dicembre 2018

1^ Domenica di Avvento

A te Signore innalzo l’anima mia, in te confido
Commento al Vangelo (Lc 21,25-28.34-36) 
tratto dal Messalino "Sulla Tua Parola" di Novembre-Dicembre 2018

Inizia oggi il Tempo forte dell’Avvento, caratterizzato dall’attesa e dalla vigilanza, che pone la nostra attenzione sul realizzarsi delle profezie messianiche. Quando attendiamo qualcosa di importante o stiamo aspettando una persona importante, mettiamo in atto una serie di preparativi, affinché quell’incontro sia speciale, sia veramente vissuto. Geremia, come accade in tutte le profezie messianiche, ci spinge a fare della nostra attesa un cammino attento a riconoscere, anche nella nostra vita, l’arrivo e la presenza del “germoglio giusto”. Per incontrare il Signore abbiamo bisogno di cuori capaci di amare, irreprensibili, che ci spingano a compiere il bene. 
L’attesa dell’Avvento non ci parla solo dell’attendere passivamente qualcuno che deve arrivare, non è un’attesa oziosa, ma attiva: è dentro lo spazio dell’attesa che si rende possibile il nostro incontro quotidiano con il Signore. 
Il Vangelo di questa prima domenica di Avvento non ci rivela tanto il modo in cui la seconda venuta avverrà, ma il fine dell’uomo: partecipare alla gloria infinita di Dio, vederlo faccia a faccia e lodarlo in eterno. I segni cosmici descritti possono portarci a immaginare come accadrà e a chiederci se lo vedremo, ma ancor di più la nostra attenzione deve essere concentrata su ciò che avverrà. Per questo l’Avvento ci aiuta nel condurci, passo dopo passo, all’incontro con il Salvatore.


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sabato 24 novembre 2018

Solennità di Cristo Re dell'Universo

VENGA IL TUO REGNO
Un “Regno nuovo”, di giustizia e di pace


Il termine Re deriva dal latino rex, da regere, cioè governare, ma anche dal termine sanscrito rags cioè «risplendere, essere illustre». Re non è soltanto colui che governa ma anche «colui che risplende» ed illumina il suo popolo. Oggi, la liturgia ci fa contemplare questo splendore che è proprio della regalità di Gesù Cristo, il Figlio di Dio, il nostro Signore e Salvatore. Una regalità particolare, atipica, come ci suggeriscono bene le letture di questa domenica. È la regalità del Figlio dell’uomo, a cui Dio dà ogni potere e ogni regno. È la regalità di Colui che il Padre ha costituito sì vincitore di tutte le potenze del male, simboleggiate dalla profezia di Daniele nelle quattro bestie (I Lettura), ma non guerriero e portatore di spada. Il Figlio di Dio infatti le vincerà tutte sulla croce, che Giovanni vede come un trono, ponendo tali potenze demoniache come sgabello dei suoi piedi (Vangelo). A conferma di questo rimane il drammatico dialogo con Pilato nel quale il regno di Gesù Cristo si mostra nella sua più importante caratteristica: esso, pur presente in questo mondo, non vi appartiene, se non come regno dello spirito.
don Guido Colombo ssp


“CATECHESI FAMILIARE”
Mercoledì 28 e Giovedì 29 Novembre, ore 18,30: nel salone dell'Oratorio
Per tutti i genitori dei bambini/ragazzi del 1°-2°-3° Laboratorio
e della 4^ Elementare del Catechismo
 

Calendario liturgico settimanale

DOMENICA 25 NOVEMBRE                             bianco
+ CRISTO RE DELL’UNIVERSO
Festa sociale del Circolo Oratorio ANSPI “Peppe Melis”
Dn 7,13-14; Sal 92; Ap 1,5-8; Gv 18,33b-37
Il Signore regna, si riveste di splendore         
8,00 S. Messa deff. Giovannina, Massimino, Antonio e Carla
9,30 S. Messa deff. Michela e Mario
11,00 S. Messa Pro Populo - def. Scanu Maria (Trig) e Orlando

LUNEDI’ 26 NOVEMBRE                                  verde
Ap 14,1-3.4b-5; Sal 23; Lc 21,1-4
Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore       
17,00 S. Messa def. Perino Remo (Trig.)

MARTEDI’ 27 NOVEMBRE                               verde
Ap 14,14-19; Sal 95; Lc 21,5-11
Vieni, Signore, a giudicare la terra       
17,00 S. Messa deff. Piras Antonio (1° Anniv.) e Genesia

MERCOLEDI’ 28 NOVEMBRE                          verde
Ap 15,1-4; Sal 97; Lc 21,12-19
Grandi e mirabili sono le tue opere, Signore Dio onnipotente      
17,00 S. Messa
- deff. Maccioni Bernardina, Tonino e Salvatore
- def. Muru Danilo
- def. Grussu Francesco e famm.

GIOVEDI’ 29 NOVEMBRE                                verde
Ap 18,1-2.21-23; 19,1-3.9a; Sal 99; Lc 21,20-28
Beati gli invitati al banchetto di nozze dell’Agnello       
17,00 S. Messa  def. Casu Mercede (Trig.)

VENERDI’ 30 NOVEMBRE                               rosso
+ S. ANDREA Apostolo
Rm 10,9-18; Sal 18; Mt 4,18-22
Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio       
17,00 S. Messa deff. Broccia Lorenzo, Felicina e Agostino

SABATO 1 DICEMBRE                                     viola
Inizio del nuovo Anno Liturgico
Ap 22,1-7; Sal 94; Lc 21,34-36
Maránatha! Vieni, Signore Gesù!       
17,00 S. Messa def. Secchi Giovanna (Trig.)

DOMENICA 2 DICEMBRE                                viola
+ I DOMENICA DI AVVENTO
Inizio del nuovo Anno Liturgico
Ger 33,14-16; Sal 24; 1Ts 3,12-4,2;
Lc 21,25-28.34-36
A te, Signore, innalzo l’anima mia, in te confido         
8,00 S. Messa def. Piras Angelino
9,30 S. Messa deff. Petza Caterina, Bernardino e famm. deff.
11,00 S. Messa di ringraziamento con gli 80enni
         def. Pilloni Fulvio (1° Anniv.)

AVVISI

• L’Ufficio parrocchiale è aperto martedì, dalle 9 alle 11.
• L'Oratorio, per i bambini/ragazzi, è aperto la Domenica dalle 10,30 alle 12.
• Padre Ernesto sarà impegnato in Tanzania sino al 9 Dicembre. In sua assenza, per le emergenze, è possibile rivolgersi anche a p. Fidelis al cell. 348.4328473.
• Mercoledì 28 Novembre, ore 18,30 (in Oratorio): "Catechesi familiare" con i genitori dei bambini/ragazzi di 1°-2°-3° Laboratorio e di 4^ Elementare del Catechismo. Per i genitori realmente impossibilitati a partecipare, l’incontro sarà riproposto Giovedì 29 Novembre sempre alle 18,30.
• Sono aperte le iscrizioni al Corso dei fidanzati (in programma a Gennaio-Febbraio 2019). Per informazioni e iscrizioni: rivolgersi a don Nicola entro il 6 Gennaio.
• S'invitano i fedeli a prendere visione del decreto attuativo circa la presenza dei/delle Padrini/Madrine e dei Testimoni, in vigore dal 15 Gennaio 2017 (
Leggi il Decreto del Vescovo) nella Diocesi di Ales-Terralba. Le persone che non possiedono uno o più requisiti per fungere da padrino/madrina, "saranno ammesse al rito" nel ruolo di “Testimoni”. Di conseguenza, nelle nostre Parrocchie, non saranno più rilasciati i "Nulla osta" ai Padrini e alle Madrine. Ma chi è stato scelto, per svolgere questo incarico, dovrà garantire i requisiti firmando un'autocertificazione presso il Parroco della Parrocchia in cui si celebrerà il Battesimo o la Cresima. I moduli sono a disposizione anche nella nostra Chiesa: nella bacheca all'ingresso e sul mobiletto marrone della Cappella del Rosario.
• In data 8 Settembre 2017 è stato pubblicato il decreto sulla celebrazione del Matrimonio Canonico. S'invitano i fedeli a prendere visione del testo e delle norme in esso contenute (
Leggi il Decreto del Vescovo) e ad attenarsi a quanto in esso stabilito per tutte le Parrocchie della nostra Diocesi.