sabato 5 gennaio 2019

Epifania del Signore

Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra
Commento al Vangelo (Mt 2,1-12)
tratto dal Messalino "Sulla Tua Parola" di Gennaio-Febbraio 2019 


Nella nascita di Gesù gli evangelisti hanno visto la rivelazione di Dio e allo stesso tempo l’adempimento della profezia. L’invito del profeta a rivestirsi di luce e ad alzare gli occhi per guardare è rivolto a tutti noi. Per noi, come per Israele, è finito il tempo della stanchezza e del lamento, ed è iniziato quello della gioia e della speranza. Il disegno salvifico di Dio riguarda l’intera umanità, chiamata a camminare alla luce dell’unico Dio. Il vero segno e strumento di questa visione universale della salvezza voluta da Dio è la Chiesa. In un mondo sempre più diviso si deve proclamare con gioia e con fede che Dio è comunione: questa unità è la pace universale, che sempre l’uomo di tutti i tempi ha cercato; con la nascita del Figlio di Dio ora è alla portata di tutti. Oggi condividiamo con i Magi il desiderio che li ha spinti a mettersi in cammino: “Siamo venuti per adorarlo”. La stella della nostra fede ci guida, facendoci superare gli “Erode” che sono sul nostro cammino della vita e che vorrebbero ingannarci o trattenerci. Giunti dinanzi alla grotta di Betlemme, insieme ai Magi offriamo i nostri doni più belli: oro, incenso e mirra. Offriamo l’oro, cioè la cosa più preziosa che abbiamo: la nostra vita. Offriamo l’incenso, la nostra preghiera che sale a Dio. Infine doniamo la mirra, un preziosissimo profumo che anticamente veniva usato come medicamento o per l’unzione dei cadaveri. Ma poiché Cristo non ha mai usato quest’ultimo dono, egli lo porge nuovamente a ciascuno di noi: dobbiamo essere profumo di Cristo! La mirra serve per lenire le ferite e a profumare la vita lì dove c’è ancora odore di morte. Auguri di luce!


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